NO all’ipotesi di realizzazione di una discarica nella cava di Monte Sannace

17.07.2010 12:41

Gioia del Colle, 16 Luglio 2010 - Comunicato stampa associazione "Legambiente Gioia del Colle"

Legambiente Gioia del Colle: NO all’ipotesi di realizzazione di una discarica nella cava di Monte Sannace.

L’associazione Legambiente Gioia del Colle ha manifestato sin dalla nascita la necessità di tutelare le particolari località dell’agro gioiese, ha lanciato sin dai primi mesi una campagna che rendesse possibile la tutela della Lama San Giorgio che nella sua integrità qualifica al meglio la zona del sud-est barese.

La nostra associazione si propone di dare nuova linfa vitale al movimento di salvaguardia della cava di prestito di calcare in località Monte Sannace (altrimenti nota come Monte Rotondo) dal possibile insediamento relativo alla realizzazione di discariche di rifiuti di qualunque tipo, operazione che potrebbe essere richiesta con i requisiti di emergenza alla luce del fatto che l’A.T.O. Ba5 necessita di un sito sostitutivo dell’ormai logoro e completo sito di contrada Martucci in località Conversano-Mola di Bari.

Tuttavia siamo consapevoli che vada rispettato il "Principio della prossimità", l’obiettivo a lungo termine dell’Unione europea che indirizza verso l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti, è necessario che ogni comunità smaltisca i propri rifiuti in casa propria.

 

Esaminato il nuovo ricorso che la società Ecopolis srl aveva presentato al Tribunale Amministrativo Regionale chiamando in causa il Comune di Gioia del Colle, chiedendo l'annullamento della delibera n.36 del 28-09-2007, e constatando che il Commissario Prefettizio ritenne necessario all’epoca costituirsi in giudizio per garantire la salvaguardia degli interessi della cittadinanza, crediamo che debba essere compiuto un passo chiaro e limpido per evitare che nel momento in cui il Tribunale Amministrativo Regionale accogliesse suddetto ricorso, dopo aver già accolto il ricorso n°87 del 2003 il giorno 11 Giugno 2010 per “violazione e falsa applicazione di legge, eccesso di potere per difetto di presupposto e di istruttoria, omesso apprezzamento dei presupposti ed erroneo apprezzamento dei presupposti considerati, eccesso di potere per illogicità e sviamento”, si giunga ad uno spiacevole epilogo. Perciò esponiamo il nostro “NO SECCO” all’ipotesi di realizzazione di una discarica di qualsiasi genere in quel loco che in principal modo causerebbe un notevole danno economico e di immagine ad una zona che invece dovrebbe dar lustro all’agro gioiese. E’ nostro primario obiettivo difendere il sito d'interesse archeologico di rilievo nazionale, distante solo 500 metri dalla discarica e le attività produttive dei vicini proprietari terrieri. Sottolineiamo che la zona attorno alla cava dovrebbe, a maggior ragione, essere valorizzata per catturare un considerevole flusso turistico.

 

 

Considerato ciò, chiediamo innanzitutto:

 

-          un tavolo di concertazione con l’amministrazione per garantire un futuro pulito all’area;

-          che si prosegua con il progetto di far rientrare la specifica zona della cava nel comprensorio del Parco Naturale Lama S. Giorgio - Giotta, la nascente istituzione per la valorizzazione del paesaggio del sud barese che potrà agevolare la risistemazione del sito;

-          la completa demolizione ai sensi di legge degli immobili eseguiti sull’area perimetrale della cava;

-          l’immediata messa in sicurezza della zona per evitare che la stessa possa causare gravi danni alla salute dei visitatori della zona che comprende l’importante sito archeologico; 

-          un atto di trasparenza tramite delibera che possa legittimare in maniera netta la posizione del comune di Gioia del Colle.

 

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