Smog: Italia malata cronica con 48 città che nel 2010 superano il limite per il PM10

29.01.2011 17:28

Il dossier Mal’aria di città 2011 di Legambiente conferma l’alto livello d’inquinamento,

la responsabilità del traffico e l’assenza di un piano nazionale d’intervento

 

 Non migliora la qualità dell’aria nei capoluoghi pugliesi

Foggia e Trani non dotati ancora di una rete di centraline di monitoraggio

 

Foggia monitorata da Legambiente sui livelli di PM10 e PM2,5

 

Nel 2010, 48 capoluoghi di provincia hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. Ai primi posti per le polveri sottili (PM10) Torino e Frosinone. Maglia nera alla Pianura Padana, dove si sono concentrati 30 dei 48 capoluoghi fuorilegge. I dati sono stati raccolti quotidianamente nell’ambito della campagna “PM10 ti tengo d’occhio” grazie alla collaborazione con il sito www.lamiaaria.it che ha esaminato i bollettini on line delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente regionali e li ha tradotti in una mappa interattiva. I superamenti sono relativi ai capoluoghi di provincia e prendono in considerazione la centralina peggiore per ogni città. I dati sono riportati nel dossier di Legambiente Mal’aria di città 2011 che evidenzia la cronicità dell’emergenza smog italiana. In Europa per respirare aria peggiore della nostra c’è solo un altro Stato dove poter andare, la Bulgaria. La cronica scarsa qualità dell'aria in Italia è infatti una emergenza sanitaria prima che ambientale. Il solo PM10 causa ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa, secondo quanto dichiarato dalla Commissione Europea, mentre in Italia per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle polveri sottili. Le fonti principali di emissioni degli inquinanti (polveri sottili, ossidi di azoto, benzo(a)pirene, monossido di carbonio, ossidi di zolfo, idrocarburi policiclici aromatici) che compromettono la qualità dell'aria sono l'industria (siderurgica e petrolchimica) e i trasporti a cui si aggiungono le emissioni che derivano dai riscaldamenti domestici. Il Governo italiano ha approvato, ad agosto scorso, il Decreto legislativo n. 155/2010 in recepimento della Direttiva in materia di qualità dell’aria. Un provvedimento che, se da una parte, introduce nuovi limiti come quello per il PM2,5 (la frazione più leggera e più pericolosa delle polveri sottili) dall’altra giustifica la mancanza d’interventi di riduzione dell’inquinamento in caso di costi sproporzionati. Allarga, inoltre, le maglie per il controllo del benzo(a)pirene, potente cancerogeno, facendo slittare fino a fine 2012 il termine per il raggiungimento del valore di 1 nanogrammo per metro cubo.

“In Puglia, la qualità dell’aria –dichiara Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia– non migliora anche se nessun capoluogo di provincia supera i limiti di legge. Trani e Foggia sono gli unici capoluoghi ancora privi di centraline. Per questo, in occasione di Mal’aria 2011 abbiamo fatto rilevare dai nostri tecnici i livelli di PM10 e PM2,5 lungo le strade di Foggia. Anche se i valori non sono stati calcolati nell’arco di 24 ore, come prevede la normativa, ma sono relativi solo a tre ore di monitoraggio, –continua Tarantini ci preoccupano i livelli di polveri sottili riscontrati e il fatto che Foggia non abbia una rete di monitoraggio fissa per avere dati costanti e aggiornati sulla qualità dell’aria”.

A Foggia, il monitoraggio è stato fatto il 18 gennaio scorso lungo il corso di tutta la mattina. Sono stati individuati 6 percorsi rappresentativi di zone molto trafficate, la stazione, limitrofe a zone commerciali o adiacenti alcune scuole. Inoltre si è scelto di monitorare anche zone precluse totalmente al traffico come l'area pedonale del centro storico e del Duomo. Il monitoraggio è durato complessivamente 2 ore e 50 minuti e il valore medio totale rilevato di PM10 per la città di Foggia in questa giornata di monitoraggio è stato di 137 μg/m3 e 64 μg/m3 di PM2,5. La zona più critica con punte registrate molto alte fino quasi a sfiorare i 180 μg/m3 di PM10 (quasi 4 volte il limite medio giornaliero) è quella rappresentata dai percorsi 2 e 3, in particolare a piazza Cavour e Giordano, anche se una breve sosta in zona periferica come viale Ofanto nei pressi di una scuola media ha fatto registrare valori di 185 μg/m3 di PM10. Anche se i valori non sono stati calcolati nell’arco di 24 ore, come prevede la normativa per valutare la soglia dei 50 μg/m3, i risultati ottenuti sono comunque indicativi dell’inquinamento da PM10 presente e soprattutto indicano la concentrazione di polveri presenti nell’aria respirata durante il monitoraggio. Oltre il PM10 sono state rilevate anche le concentrazioni di PM2,5, il particolato di dimensioni ancora più piccole che più facilmente penetra nel nostro organismo. Per questo parametro la legge prevede un limite medio annuo di 25 μg/m3 in vigore da quest’anno. Inoltre, come dimostrato da recenti studi di settore, anche esposizioni di breve durata ad elevate concentrazioni di PM10, possano causare gravi conseguenze sulla salute dei cittadini.

“Non vogliamo creare allarmismo ma è evidente -conclude Tarantini e afferma Tonino Soldo, Presidente della Legambiente Circolo Gaia di Foggia- come sia assolutamente indispensabile attivare a servizio dei cittadini di Foggia un sistema di monitoraggio ambientale di inquinamento atmosferico in continuo, aggiornato e accessibile, così come accade nelle altre città italiane e come prevede la legge. Ad oggi, l’unica centralina che sta per essere attivata a Foggia è quella di ARPA Puglia sulla sede del suo dipartimento. Inoltre, per curare la malattia cronica della cattiva qualità dell’aria non bastano interventi spot come la giornata nazionale della bicicletta o parziali limitazioni al traffico. Servono interventi più ampi e strutturali: rilanciare il trasporto pubblico, aumentare le zone a traffico limitato, ampliare il numero e l’estensione delle isole pedonali, promuovere forme di mobilità alternativa come il car sharing o car pooling, ma anche la cosiddetta mobilità dolce, ovvero quella ciclabile e soprattutto quella pedonale”.

 

Valori di riferimento per le polveri sottili

Inquinante

Legge di riferimento

Limite

Periodo di riferimento

Valori soglia

PM10

Dm 60/2002

Dlgs. 155/2010

50 µg/m3

Media giornaliera

Da non superarsi per più di 35 volte in un anno

PM2,5

Dlgs. 155/2010

25 µg/m3

Media annuale

Valore obiettivo per il 2015