Ridurre si può! No ai troppi imballaggi, sì al riuso, differenziamoci!

21.10.2010 22:20

Ridurre si può

Si pensa comunemente che per recuperare energia dai rifiuti si debbano costruire inceneritori. Ma si dimentica che negli oggetti è incorporata anche l'energia che è stata impiegata per estrarre le materie prime, lavorarle, trasformarle in prodotti, trasportarle e, infine, venderle ai consumatori. Per questa ragione si risparmia molta più energia riciclando i materiali di quanta se ne può ricavare bruciandoli in un forno inceneritore. Il riutilizzo è spesso conveniente ad una condizione: che la selezione, la separazione da tutti gli altri rifiuti, sia effettuata a monte, nelle nostre case. E' noto che in Italia si ricicli poco. Vero in parte: molti Comuni, anche campani, vantano risultati eccellenti, come dimostrano i dati della Premiazioni Comuni Ricicloni di Legambiente.
Già oggi in Italia si avviano a riciclo (nelle nostre abitazioni e nell'industria) circa 50 milioni di tonnellate di materiali che, al netto degli scarti e dell'esportazione, diventano quasi 33 milioni di tonnellate di materiali di nuovo impiego. Un recente studio (Il riciclo ecoefficiente, condotto dall'Istituto Ambiente Italia per conto del Conai) ha dimostrato che in questo modo si risparmiano 15/18 milioni di tonnellate di petrolio, pari all'8% del totale dei consumi nazionali!

 

Non solo. Con il riciclaggio si evita di emettere in atmosfera 61 milioni di tonnellate di CO2, principale gas ad effetto serra. Se in Italia il riciclo crescesse, anche solo del 10% (e basterebbe allo scopo che nelle nostre case differenziassimo un terzo dei rifiuti, come si fa già in Veneto, Lombardia e Piemonte), contribuiremmo nella misura del 12% agli obiettivi nazionali di riduzione dei gas che alterano il clima sulla terra, come concordato internazionalmente dall'Unione Europea. Legambiente ha messo a punto un esempio di impegno che ciascun cittadino può sottoscrivere per ottemperare al raggiungimento del 40% di riciclaggio e riduzione dei rifiuti previsto oggi dalla legge (50% nel 2009 e 60% nel 2011). E' interessante osservare che si possono facilmente risparmiare in un anno 200 chili a testa di materiali, ma anche altrettanti di CO2 equivalenti di gas climalteranti. Vale la pena informarsi, partecipare alla raccolte differenziata organizzata dal proprio Comune e richiedere l'estensione dei servizi di riciclaggio. Molti Comuni sono riusciti a non aumentare o persino a ridurre i costi proprio grazie ad elevati livelli di efficienza nella raccolta differenziata.

 

Attenti alla sigla, si può riciclare!

Ridurre la plastica, ricicliamola!

La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro ma soprattutto delle generazioni future: riusare, riutilizzare e valorizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente "naturalmente" più ricco.

Ogni nostra azione produce inquinamento: anche la più comune, come per esempio leggere un giornale o bere un'aranciata, non sarebbe nulla, se non considerassimo che ogni giorno nel mondo vengono stampate milioni di pagine, costruite milioni di bottiglie in plastica o lattine in alluminio, assemblati milioni di oggetti e mobilio per le nostre case.

Tradotto in altre parole, milioni di alberi abbattuti, milioni di litri di petrolio consumati, milioni di kg di CO2 immessi nell'atmosfera: con la raccolta differenziata, invece, gran parte di queste risorse vengono risparmiate.

Cosa fare  
  • Favorire e approfittare, con buon senso, di ogni proposta di scambio o uso condiviso di beni o servizi tra vicini. Solo risparmio.
  • Nelle scelte d'acquisto prestare attenzione alla durata dei beni, alla scelta dell'imballaggio meno ingombrante e più facilmente riciclabile. Solo risparmio.