RaccOlio: non inquino e non butto l’olio nel lavandino.

06.07.2010 00:51

 RACCOLTA OLIO USATO E DI FRITTURA DOMESTICO


Una enorme fonte di dispersione nell’ambiente di olio vegetale usato, è quella prodotta dall’olio riversato negli impianti fognari come rifiuto domestico

In Italia, complessivamente la quantità di rifiuti costituita da oli e grassi vegetali ed animali esausti prodotta in un anno si aggira ai 280 milioni di kg, di cui 50 milioni –circa il 18%- provengono dalle industrie alimentari, 70 milioni, pari al 25%, dal settore della ristorazione e, infine, ben il 75% è rappresentato dall’olio usato domestico che è pari a 160 milioni di chili, quantità che abitudinariamente vengono riversate negli impianti fognari e, quindi, restituite all’ambiente in gran parte sotto forma di residuo di fritture, ricco di sostanze inquinanti..

Tratto integralmente dal sito: http://www.siecospa.it/raccolio.htm

 

Con l’avvio del nuovo servizio di raccolta differenziatà, oltre a recuperare una sostanza riutilizzabile come materia prima, si eviterà di compromettere l’efficienza del depuratore delle acque reflue e di disperdere nell’ambiente sostanze altamente inquinanti. A tutto ciò va aggiunto il fatto, non secondario, che le rese di questo tipo di raccolta differenziata rientrano nella sommatoria dei rifiuti urbani ai fini del calcolo della percentuale di raccolta differenziata, per cui, incrementando detta percentuale, è possibile accedere ai benefici che la normativa vigente prevede per i Comuni virtuosi.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Sanità in Italia, ogni anno, il consumo pro-capite di olio è pari a 25 Kg, ma si stima che, di questo, il residuo non utilizzato di circa 5 Kg pro-capite viene abitudinariamente riversato negli impianti fognari e, quindi, restituito all’ambiente sotto forma di residuto di fritture, ricco di sostanze altamente inquinanti.

Basti pensare che solo un litro di olio, qualora raggiunga la falda freatica, è sufficiente ad inquinare fino ad 1.000.000 di litri di acqua rendendola incompatibile con la potabilità!

Gli oli ed i grassi vegetali ed animali esausti, invece, sono rifiuti a grande “potenzialità” in quanto, a seguito di trattamento e/o rigenerazione possono essere utilizzati come “materia prima secondaria” per la produzione di: grasso per concia, bitume e asfalto, grasso per l’edilizia, protettivo e lubrificante universale, glicerina, saponette etc. Ma gli oli esausti sono utilizzati soprattutto per la produzione di combustibile, meglio conosciuto con il nome di biodisel, utilizzato per autotrazione e per riscaldamento e che rappresenta l’alternativa al gasolio. La sua combustione non inquinante contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e ciò gli è valso l’appellativo di combustibile ecologico.