Legambiente per Gioia del Colle ha segnalato i danni causati dai recenti interventi di manutenzione del verde pubblico

21.03.2011 15:03

Ad oggi, l’associazione di volontariato Legambiente per Gioia del Colle non ha ancora ricevuto risposte ufficiali agli ultimi documenti inviati.

L’ultimo in ordine di tempo è una missiva inviata anche all’ufficio di protocollo del nostro comune che segnala i danni causati dai recenti interventi di manutenzione del verde pubblico, ultimo episodio di una lunga serie.
 
 
 
  
 

 

clip_image002Al Signor Sindaco,

All’assessorato all’ambiente del Comune di Gioia del Colle

 

 

 

 

 

OGGETTO: Recenti interventi di manutenzione del verde pubblico.

 

 

L’associazione Legambiente per Gioia del Colle, iscritta all’albo comunale delle associazioni, con sede in via Pantera n°18, ha constatato, in queste settimane, gli ennesimi danni provocati al patrimonio “verde” del nostro Comune.

Il verde pubblico svolge un ruolo di  vitale  importanza  per il benessere dei cittadini,  contribuendo al miglioramento della qualità della vita e dell’igiene ambientale; esso esplica non solo funzioni estetiche e ricreative ma anche una importante azione di depurazione dell’aria (assorbimento dell’anidride carbonica,  metabolizzazione delle polveri sottili e di altri pericolosi inquinanti), e rappresenta un rifugio, soprattutto nei parchi e giardini, di quella microfauna che contribuisce a rendere più gradevole e “naturale” l’ambiente cittadino.

Purtroppo, però, anno dopo anno, sotto qualsivoglia Amministrazione e con effetti oramai per lo più irreparabili il verde pubblico viene regolarmente maltrattato con danni non solo estetici e fisiologici ma anche quantificabili in termini economici.

Tutto questo deriva da un grossolano ed oramai non più giustificabile errore di fondo, ovvero l’ostinata e irragionevole convinzione che le piante ornamentali debbano essere trattate alla stregua delle più comuni piante fruttifere, affidandosi regolarmente per la loro manutenzione all’azione di maestranze provenienti dall’ambiente agricolo che nulla sanno di piante ornamentali e sono capaci solo di ripetere ottusamente gesti e canoni, nella fattispecie impropri, col triste risultato di trasformare qualsiasi pianta, fosse anche una sequoia, in qualcosa di molto simile ad un mandorlo o un ulivo.

Al contrario si vuole qui rimarcare fortemente il principio che le piante ornamentali, in speciale modo gli alberi, messe a dimora e coltivate in modo corretto non devono essere assolutamente essere sottoposte a potature che modifichino in qualsiasi modo il loro portamento e sviluppo naturale.

Chiarito questo concetto fondamentale si può comunque distinguere tra le due diverse situazioni, la manutenzione delle alberature stradali e quella di parchi e giardini.

Per quanto attiene alla prima, in considerazione della spesso non adeguata distanza delle piante da edifici e infrastrutture, e per ragioni di sicurezza ed incolumità pubblica, gli interventi cesori possono divenire necessari se finalizzati al contenimento delle chiome mediante potatura di ritorno e comunque sempre nel pieno rispetto della fisiologia e portamento della pianta. Vanno sicuramente evitati quegli inqualificabili interventi di capitozzatura che se da un canto favoriscono solo l’impresa esecutrice dei lavori, dall’altro costituiscono il danno più serio che si possa infliggere ad un albero e, contrariamente a quanto erroneamente si possa pensare, rendono chioma e apparato radicale più fragili e quindi più pericolosi.

 

Viceversa nei giardini e parchi cittadini gli interventi cesori devono essere consentiti solo nei casi in cui si renda necessaria l’asportazione di rami secchi, lesionati, compromessi da attacchi parassitari o danni meccanici che possano pregiudicare la salute della pianta o la sua stabilità e che costituiscano pericolo per l’incolumità pubblica. Ogni specie di pianta ha la sua forma, un suo portamento naturale che la contraddistingue dalle altre, la rende unica e pretendere di ridurle tutte alla stessa forma è un atto irragionevole solo frutto di ignoranza.

Concludendo Legambiente per Gioia del Colle fa appello alla sensibilità dell’Amministrazione comunale perché finalmente si volti pagina e il verde pubblico venga d’ora in poi trattato con il dovuto rispetto. A tale proposito è assolutamente necessario che la direzione e l’esecuzione degli interventi manutentori vengano affidate a figure professionali di comprovata competenza o, meglio ancora, l’Amministrazione comunale formi al suo interno tali competenze affinché non accada più quello che è ultimamente accaduto a danno dei carpini di via Roma e ancora di più dei liriodendron del perimetro di Piazza Pinto, piante letteralmente storpiate, privando per sempre i cittadini gioiesi del godimento della loro bellezza.

Legambiente per Gioia del Colle offre comunque la sua disponibilità e collaborazione.

Distinti saluti.

 

Gioia del Colle, 1 Marzo 2011.                                                                                                  

   

        Il coordinatore Vincenzo Capozzi