Legambiente Puglia chiede: “Una centrale nella mia regione, sì o no? Serve chiarezza. I candidati dichiarino prima delle elezioni la loro posizione”

14.01.2010 17:53

  Elezioni regionali e nucleare

 

“Una centrale nucleare nella mia regione, sì o no?”. Questo il quesito che Legambiente rivolge a tutti i canditati alle prossime elezioni regionali, sollecitando una risposta immediata, in modo da garantire un confronto trasparente e democratico sul rilancio del nucleare in Italia.

Infatti, più si avvicina la data delle elezioni amministrative di marzo e più il Governo nasconde quali saranno i cinque, otto, dieci siti, destinati a ospitare i nuovi impianti nucleari nel nostro Paese. Non solo il numero esatto è ancora scritto sulla sabbia, ma l’approccio nuclearista del Governo sembra scemare approssimandosi il confronto diretto col territorio. Le Regioni hanno un ruolo essenziale nella definizione delle politiche energetiche del nostro Paese, tant’è che undici di loro (Lazio, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia, Calabria, Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Piemonte, Campania) hanno avanzato ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della norma varata dal Governo. Ma non è sufficiente.

“Nonostante la Regione Puglia abbia varato la legge per dichiararsi denuclearizzata, -dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia- il Governo prevede la possibilità di avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento di scorie anche in presenza di un parere contrario delle istituzioni locali e delle regioni interessate, militarizzando inoltre i siti scelti. Proprio alla luce dell’opposizione del Governo al no della Puglia, -incalza Tarantiniun tema scottante come questo non può essere escluso dai programmi dei candidati governatori della Regione: i cittadini non possono escludere la questione atomica dalle loro valutazioni. Gli elettori devono conoscere le posizioni di coloro che stanno per delegare a governare il territorio”.