Le località di mare preferite dai gioiesi secondo i dati raccolti dalla Goletta Verde in Puglia.

04.08.2010 15:57

39 le località della Puglia premiate con le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Guida che segnala le 364 località costiere di mare che hanno scommesso sulla qualità a trecento sessanta gradi, coniugando l'offerta turistica al rispetto dell'ambiente.

In Puglia hanno conquistato cinque vele: Nardò, Ostuni e Otranto; quattro vele per Monopoli, Polignano, Chieuti, Andrano, Castro, Diso, Gallipoli, Salve, Manduria e Rodi Garganico. Ancora, premiate con tre vele Giovinazzo, Margherita di Savoia, Carovigno, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Sannicandro Garg., Vico del Gargano, Vieste, Gagliano del Capo, Patù, Porto Cesareo, Tricase e Ginosa; con due vele Trani, Peschici, Castrignano del Capo, Melendugno, Ugento e Maruggio e infine una vela per Castellaneta. Un vero e proprio bottino di vele, che porta la Puglia al secondo posto nella classifica nazionale delle regioni virtuose premiate dalla Guida Blu.

Sono in totale 11 i punti critici rilevati dai biologi dell’imbarcazione ambientalista “Goletta verde” lungo gli 865 chilometri di costa pugliese. Allerta per le foci di fiumi e corsi d’acqua minori, per gli scarichi illegali e per i canali a valle di alcuni depuratori.

I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che viaggia via terra e vengono effettuate le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

Analizzando le mete frequentate dai gioiesi, tra le foci analizzate dai biologi dell’imbarcazione ambientalista che sono risultate fortemente inquinate ci sono quelle di Fasano in località La Forcatella e Marina di Pulsano, fortemente inquinata dallo scarico del depuratore sul litorale. Inquinati anche il canale dei Samari a Gallipoli, quello dove scarica il depuratore di Ugento, e la spiaggia Pane Pomodoro di Bari.

In base alla classifica stimata delle località di mare più gettonate tra la popolazione gioiese si può facilmente constatare come non tutte le mete adempiono a requisiti di qualità e disponibilità di  servizi essenziali per una vacanza sostenibile.

Sicuramente effettuano una buona scelta i gioiesi che si spostano in villeggiatura sul versante adriatico, specialmente nelle località di Monopoli, Polignano a Mare ed Otranto.

Buono il giudizio di Ginosa Marina, appena sufficiente quello del comune di Castellaneta, senza vele le località di Chiatona e Torre a Mare. Spesso il pericolo viene dai depuratori e dai corsi d’acqua che sfociano in mare, non poche volte gli abituali di Torre Canne hanno osservato strane macchie nei canali nei pressi degli stabilimenti termali.

 Le vele della classifica indicano il punteggio che ha meritato ciascun comune in base ai vari parametri:

1)      Le stelle indicano la qualità ambientale della località. Sono state attribuite da 1 a 5 stelline in base al punteggio totalizzato nelle prime cinque classi di indicatori: paesaggio naturale, paesaggio costiero, paesaggio urbano, qualità del costruito e vivibilità.

2)      I petali, sempre da 1 a 5, fotografano invece la qualità dell’accoglienza: capacità ricettiva, servizi turistici, mobilità, ciclo dei rifiuti, ciclo delle acque.

3)      Il parametro “Mare e Spiagge” (simbolo con le onde) indica le località migliori per quanto riguarda la pulizia del mare e delle spiagge, la presenza di spiagge libere, l’affollamento del litorale, la presenza di servizi di sicurezza a terra.

4)      Il castello contraddistingue le località che offrono luoghi d'interesse storico-culturale, artigianato di qualità, musei e siti archeologici.

5)      Le bollicine indicano la presenza di fondali particolarmente interessanti per chi pratica l’attività subacquea e di servizi a terra (diving center, scuole sub ecc.).

6)      Il parametro “Servizi disabili” indica la presenza di servizi per disabili motori.

7)      L’albero indica i Comuni che nell’ultimo anno hanno promosso iniziative per migliorare la sostenibilità ambientale (realizzazione di piste ciclabili e di isole pedonali, istituzione di servizi di trasporto pubblico tra il centro abitato e il mare, ecc.) e dove si registrano i consumi energetici pro-capite più contenuti.

 

 

 

La presentazione del dossier "Mare Monstrum 2010" ha riservato anche una brutta sorpresa per la nostra regione.

Si verifica dai dati nazionali una continua aggressione all’habitat marino e costiero, che si sostanzia soprattutto nell’abusivismo edilizio (ancora in crescita + 7,6 %) e nell’inquinamento derivante dagli scarichi fognari illegali, cattiva depurazione e inquinamento da idrocarburi (aumentati del quasi 45%). La pesca di frodo e le infrazioni al codice della navigazione completano il quadro delle sofferenze dei mari e delle coste pugliesi.

 In Puglia sono state rivelate 1.338 infrazioni con 1444 persone denunciate o arrestate e 984 sequestri effettuati.

Con 551 reati per inquinamento delle acque, la Puglia si è piazzata al vertice della classifica nazionale del mare inquinato su base regionale.

 

Il Dossier assegna anche due Bandiere Nere di nemici del mare all’irlandese Petrolceltic Elsa e l’inglese Northern Petroleum, due società che insieme rappresentano circa il 50% delle istanze di ricerca e trivellazione presentate negli ultimi due anni in Italia per la ricerca del petrolio anche a largo delle coste pugliesi.