"Ecosistema Incendi 2010", Gioia del Colle: buono in pagella per il lavoro di mitigazione del rischio incendi boschivi

27.07.2010 15:58

“Ecosistema Incendi 2010” : il dossier di Legambiente e Protezione Civile:

Monitoraggio delle azioni dei Comuni italiani nell’applicazione della legge quadro
in materia di incendi boschivi
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Nel 2009 calano gli incendi in Puglia: 277 roghi e 4.358 gli ettari di territorio andati in fumo
Diminuiscono di un terzo i comuni pugliesi colpiti dagli incendi.

La Puglia sul podio fra le regioni più virtuose per il buon lavoro di mitigazione del rischio incendi svolto dai comuni e con ben 8 Bandiere “Bosco Sicuro” assegnate a Alberobello, Andria, Bari, Corato, Melendugno, Nardò, Pietramontecorvino e Putignano.

Gli incendi boschivi diminuiscono ma fanno ancora paura, soprattutto al Sud e sulle isole dove il fenomeno non sembra attenuarsi. Come lo scorso anno infatti anche nel 2009 il numero dei roghi in Italia è calato, passando da 6.479 del 2008 a 5.422, il numero più basso degli ultimi 18 anni, il 20% in meno rispetto al 2008. Sebbene il numero d’incendi si sia ridotto nell’ultimo biennio la superficie totale percorsa dalle fiamme è aumentata passando dai 65.393 ettari del 2008 agli attuali 73.360. Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania sono le regioni più martoriate dal fuoco. L’emergenza incendi nel 2009 ha coinvolto il 16% dei comuni italiani, a fronte del 19% registrato nell’anno precedente.

Nel complesso a dieci anni dall’emanazione della Legge Quadro 353/2000, ben il 70% delle amministrazioni comunali svolge complessivamente un lavoro positivo di mitigazione del rischio incendi boschivi, dimostrando una crescente sensibilità e attenzione verso la tutela dei boschi e delle aree forestali. Il catasto delle aree percorse dal fuoco è istituito, infatti, nell’86% dei comuni colpiti da incendi nell’ultimo biennio, ma solo il 56% lo ha aggiornato nell’ultimo anno. Il 65% dei comuni si è dotato del piano di emergenza comunale per gli incendi di interfaccia e solo il 7% risulta applicare pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi. Altra buona notizia è che aumentano ancora le realtà che si distinguono per l’ottimo lavoro svolto nella mitigazione del rischio incendi boschivi. Infatti, sono 20 i comuni che ottengono quest’anno le bandiere “Bosco Sicuro”, per la piena applicazione della legge quadro 353/2000, di cui ben otto sono pugliesi e tra questi Nardò (Le) riceve il riconoscimento per il secondo anno consecutivo. Sono questi alcuni dei dati di “Ecosistema Incendi 2010”, l’indagine che fotografa la situazione dei comuni italiani nella lotta agli incendi boschivi realizzata nell’ambito della campagna nazionale “Non scherzate col Fuoco” di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile, patrocinata dal Corpo Forestale dello Stato. I risultati sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa a Bari da Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia alla presenza di Fabiano Amati, Assessore alla Protezione Civile della Regione Puglia e Luigi Perrone, Presidente dell'Anci Puglia. Hanno inoltre partecipato Mario Volpe, Vice Prefetto con delega alla Protezione Civile, Giovanni Misceo, Comandante Provinciale Bari del Corpo Forestale dello Stato e dei Sindaci di Alberobello, Andria, Bari, Corato, Melendugno, Nardò, Pietramontecorvino e Putignano. L’indagine “Ecosistema Incendi 2010” si è concentrata sulla rilevazione di parametri che indicano lo stato di attuazione della legge 353/2000 e le azioni messe in campo dalle amministrazioni comunali per arginare la piaga degli incendi boschivi (tra cui campagne di informazione alla popolazione, sistemi di avvistamento dei focolai e presidio del territorio, perimetrazioni delle aree percorse dal fuoco e approvazione e aggiornamento del relativo catasto, esistenza di piani comunali di emergenza per gli incendi di interfaccia e rapporto e sinergia con il volontariato di protezione civile), per stilare una graduatoria utile sia a sollecitare le amministrazioni comunali ancora inadempienti, sia a valorizzare il buon lavoro svolto da molte altre. L’analisi dei dati si è basata sulle risposte complete ricevute da 898 comuni, tra i 2.057 colpiti da incendi pari superiori all’ettaro di estensione nel biennio 2008-2009 ai quali Legambiente ha inviato un dettagliato questionario.

“In Puglia -dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia- continua a crescere l’attenzione e l’azione delle amministrazioni comunali per difendere il proprio patrimonio forestale. Lo testimoniano la diminuzione degli incendi, del numero dei comuni colpiti, il buon lavoro di mitigazione del rischio incendi svolto dai comuni e l’assegnazione di ben 8 Bandiere Bosco Sicuro”.

In Puglia, al questionario di richiesta dati per “Ecosistema Incendi 2010”, hanno risposto ben 70 amministrazioni comunali su 120 che hanno subito almeno un incendio di estensione pari o superiore ad un ettaro, il 58% del campione. Nel 2009, in Puglia, sono divampati 277 incendi con 4.358 ettari bruciati contro i 485 incendi e i 8.489 ettari andati in fumo nel 2008.  Bari è la provincia più colpita con 79 incendi e 2.799 ettari bruciati seguita da Foggia con 70 incendi. Mentre i comuni dove sono andati in fumo più ettari di territorio nel biennio 2008/2009 sono Gravina di Puglia (BA) e Andria (BT) rispettivamente con 1.201 e 1.000 ettari. Sono stati 75 comuni interessati da incendi boschivi, un terzo in meno rispetto 2008, e la Provincia più colpita è stata quella di Foggia seguita da quella di Bari. Il 53% dei comuni ha realizzato campagne informative e il 43% ha svolto attività di avvistamento e prevenzioni incendi.

Il 64% dei comuni pugliesi, presi in esame, ha aggiornato il catasto delle aree percorse dal fuoco. “Questo strumento –continua Tarantini- risulta fondamentale nella lotta agli incendi perché permette di vincolare la destinazione d’uso di queste aree proteggendole da chi usa le fiamme per ottenere terre da edificare, adibirle a pascolo o fare affari con l’indotto del rimboschimento”.

Forte e determinata l’azione degli uomini del Corpo Forestale dello Stato che nel 2009 in Puglia hanno effettuato 2.063 controlli, 175 persone controllate e 18 denunciate.

L’83% dei comuni pugliesi svolge un buon lavoro di mitigazione del rischio incendi boschivi fra questi 8 ottengono la bandiera “Bosco Sicuro” per la piena applicazione della legge quadro 353/2000: Alberobello, Andria, Bari, Corato, Melendugno, Nardò, Pietramontecorvino e Putignano. Nella classifica generale, i 70 comuni pugliesi sono così divisi: 8 nella fascia di merito ottimo (Alberobello, Andria, Bari, Corato, Melendugno, Nardò, Pietramontecorvino e Putignano); 33 nella fascia di merito buono (tra cui Fasano, Gravina di Puglia, Canosa di Puglia, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Monopoli, Lequile, Turi, Vieste), 15 nella fascia della sufficienza e 14 nella fascia dell’insufficienza dove chiudono la classifica con punteggio a 2,5, quasi da maglia nera, i comuni di Bitonto e Taranto.

“Gli interventi sono positivi, ma i roghi sono ancora numerosi. - commenta Fabiano Amati, Assessore alla Protezione Civile della Regione Puglia - La mia richiesta è destinata ai cittadini  pugliesi, affichè denuncino alle autorità fatti e circostanze sospette, oltre che gli incendiari, anche in forma anonima. È un accordo morale per reprimere il fenomeno e non vanificare il lavoro e gli sforzi dei volontari della Protezione Civile”.

“Mi congratulo con i Comuni che si sono distinti nelle attività di prevenzione incendi. - dichiara Luigi Perrone, Presidente dell'Anci Puglia - L'Anci Puglia si attiverà per sensibilizzare tutte le amministrazioni comunali per una maggiore attenzione in materia di Protezione Civile, ma occorrono più risorse da destinare al bilancio e un maggiore contributo della Regione, per essere pronti e temestivi a rispondere alle emergenze.”

La lotta agli incendi boschivi -conclude Tarantini- richiede un impegno a 360 gradi da realizzare durante tutto l’anno e le amministrazioni comunali in questa battaglia hanno un ruolo fondamentale, strategico e  insostituibile. Inoltre, per salvaguardare il patrimonio boschivo servono finanziamenti e i continui tagli agli enti locali, protagonisti nelle attività di prevenzione e di primo intervento da terra sui roghi, di sicuro non aiutano a svolgere questo compito”.