Anche in Puglia nasce il Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare”

07.03.2011 18:42


Legambiente, WWF, GREENPEACE, ARCI, AIAB, ACLI e Slow Food

uniti per respingere la del ritorno all’atomo



Anche in Puglia si è costituito il Comitato referendario “Vota Sì per fermare il nucleare” aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo. Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico.

Il Comitato è stato presentato, questa mattina, in conferenza stampa da Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia, Edoardo Zanchini, Responsabile Energia Legambiente e Roberto Zizzi, Commissione Energia WWF Puglia. Oltre a Legambiente e WWF, alla costituzione hanno aderito anche altre associazioni pugliesi quali Greenpeace, ARCI, AIAB, ACLI e Slow Food.

Inutile, rischioso e controproducente: sono questi i principi alla base del Comitato “Vota si per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese.

Secondo il comitato, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt. Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta ad importare l’uranio, oltre alla tecnologia e ai brevetti.

La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili, quindi ad investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale. Secondo il Comitato, dunque, non c’è bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica.

Fare informazione sarà il primo obiettivo del Comitato - dichiara Zanchini - perchè la diffidenza nei confronti del nucleare è sfumata negli anni. Dobbiamo far capire che le alternative rispetto 1987 nello sviluppo energetico ci sono e sono rappresentate dalle fonti rinnovabili. Inoltre, ci impegneremo per accorpare il referendum al primo o al secondo turno delle amministrative per contrastare il Governo che, stabilendo un'altra data, vuole impedire il raggiungimento del quorum, come sta intralciando una corretta ed equa informazione.”

Siamo certi – continua Tarantini - che i cittadini pugliesi non si faranno influenzare dal fronte pro nucleare e andranno a votare sì al referendum abrogativo che fermerà il salto all’indietro che il Governo vorrebbe far compiere al Paese.”

E' guerra aperta contro lo sviluppo sostenibile nonostante l'uranio estraibile si estinguerà entro il 2050 – conclude Zizzi Secondo uno studio di Ecofys e WWF Internazionale si può raggiungere il 100% di energie rinnovabili fino alla metà del secolo usando le tecnologie attualmente disponibili.

Le adesioni al Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni. Per informazioni e adesioni www.fermiamoilnucleare.it