Liberi dall'amianto

L’amianto (conosciuto anche come asbesto) è un insieme di minerali fibrosi, capaci di frantumarsi in fibre fino a mille volte più piccole di un capello.
Grazie alle sue proprietà di resistenza al calore e di isolamento acustico, in passato è stato largamente impiegato nell’edilizia, nell’industria e nel settore dei trasporti.
Grazie alla legge 257 del 1992 è stato messo al bando, ma è ancora molto diffuso nel nostro Paese e tanti siti contaminati attendono di essere bonificati.
Si stima l’esistenza di 32 milioni di tonnellate di materiale contaminato in 2,5 miliardi di metri quadrati di coperture in cemento-amianto ancora sparsi per il Paese.
L’amianto ancora oggi ha un pesante impatto sanitario sulla popolazione: ogni anno in Italia si registrano tra le 2.000 e le 4.000 morti a causa della sua esposizione professionale, ambientale e domestica.



Perché è pericoloso.

Come si è detto prima, l'amianto è piuttosto friabile, le singole fibre sono molto resistenti e piccolissime: meno di mezzo millesimo di millimetro di diametro per 2-5 millesimi di millimetro di lunghezza.
E' chiaro che elementi così piccoli e leggeri possono con grande facilità essere inalati senza essere arrestati dalle ciglia che ricoprono l'epitelio delle vie aeree. Di conseguenza si depositano nei bronchi e negli alveoli dei polmoni, per poi migrare verso la pleura, cioè la membrana che riveste esternamente i polmoni, danneggiando i tessuti.
In definitiva, l'amianto ha tre differenti gravi effetti:
  • Provoca l'asbestosi, malattia nella quale i tessuti del polmone, irritati dalle fibre microscopiche dell'amianto formano cicatrici fibrose sempre più estese fino a che zone sempre più ampie del polmone perdono la loro elasticità, impedendo di fatto la respirazione o comunque rendendo molto meno efficiente l'ossigenazione, con effetti, per intendersi, analoghi a quelli della broncopneumopatia cronica ostruttiva.
  • Provoca il mesotelioma, un gravissimo tumore che colpisce la pleura, il peritoneo (il sacco membranoso che racchiude l'intestino) e il pericardio. Se ne conoscono sia una forma benigna, sia una maligna particolarmente aggressiva, tanto che nelle casistiche la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è pari soltanto al 2 per cento. Nella stragrande maggioranza dei casi la forma maligna è causata esclusivamente da esposizione all'amianto.
  • Aumenta di 5 volte il rischio di carcinoma polmonare nei fumatori.
Mentre nel caso dell'asbestosi gli studi consentono di concludere che è necessaria un'esposizione intensa e prolungata e che, quindi, si tratta di un effetto dose-dipendente, per il mesotelioma non è così. Si ricorda per esempio il caso delle mogli di operai addetti a lavorazioni dell'amianto che erano andate incontro al tumore solo dovendo maneggiare le tute del marito, mentre quest'ultimo non aveva avuto conseguenze.
Nel caso del mesotelioma, insomma, non è possibile definire una soglia di rischio, ossia un livello di esposizione così ridotto da essere innocuo e, in ogni caso, la suscettibilità individuale conta.
Un altro aspetto da tenere presente è che le due principali forme di amianto hanno effetti differenti: per la sua maggiore fragilità, l'anfibolo si diffonde più facilmente nell'aria, ragion per cui i difensori dell'impiego dell'amianto in edilizia (Oltreatlantico) sostengono che impiegando il serpentino ( e usando una matrice più tenace per gli impasti) si riducono i rischi. Peccato che il crisotilo sia riconosciuto estremamente cancerogeno.
A oggi, invece, non sembra abbiano effetti nocivi le fibre di amianto eventualmente ingerite (magari per contaminazione delle acque potabili che scorrono in tubature realizzate con amianto).

Sempre rischioso?

La presenza dell'amianto in sé non è necessariamente pericolosa, dipende dal grado di libertà delle fibre. In altre parole un tessuto è molto rischioso, l'amianto spruzzato anche; un elemento di Eternit no, ma solo a patto che non si stia sgretolando. In altre parole, finché le fibre non possono liberarsi nell'aria, perché imprigionate nell'impasto del cemento o di altre sostanze (per esempio le resine), oppure semplicemente perché racchiuse in intercapedini sigillate (come nel caso dei vagoni ferroviari in buono stato) il pericolo può essere ragionevolmente escluso. Il problema nasce quando i manufatti che contengono l'amianto si deteriorano. Per questo oggi la principale fonte di esposizione in Itala sono i tetti in Eternit che, col passare degli anni, per effetto delle intemperie e in particolare delle piogge acide, sono andati progressivamente deteriorandosi con la possibilità, quindi, di liberare le fibre.

Nei materiali per l’edilizia:

 - AMIANTO COMPATTO:
legato al cemento, ad
esempio nelle onduline per le coperture dei
tetti, nei vecchi cassoni dell’acqua o nelle
canne fumarie o all’interno dei pavimenti
vinilici (il cosiddetto “linoleum”). Non
rappresenta un rischio se rimane integro, ma
diventa pericoloso se è in cattivo stato di
conservazione, usurato o rotto;

- AMIANTO FRIABILE:
in fibre libere oppure
tessuto o spruzzato nei rivestimenti isolanti
di tubazioni, caldaie, controsoffitti, etc. È
la forma più pericolosa perché in grado di
disperdersi nell’aria anche senza sollecitazioni
e dunque facilmente inalabile.


COSA FARE IN PRESENZA DI AMIANTO
  • Non rompere, segare, levigare o trapanare il materiale contenete amianto;
  • Friabilità, cattivo stato, manomissioni sono le caratteristiche del materiale sospetto;
  • E' evidente che le soluzioni vanno cercate caso per caso e che, comunque, prima di procedere a lavori di bonifica è necessario far eseguire i rilievi del caso interessando gli Enti preposti (Asl o Arpa) che dovranno fare uno screening su indicazioni contenute nella scheda di censimento. È obbligatorio per edifici aperti al pubblico e per gli stabili condominiali;
  • Per la rimozione e bonifica dell’amianto occorre possedere requisiti specifici. Per questo è obbligatorio rivolgersi a ditte specializzate, che garantiranno una corretta rimozione e smaltimento;
  • Non procedere mai autonomamente al trattamento perché per operare con l'amianto sono necessari sistemi di protezione ben diversi dalle mascherine da verniciatore in vendita nei colorifici; solo in alcuni casi sono consentiti interventi di rimozione “fai da te”, ma previa autorizzazione degli enti preposti che forniscono equipaggiamento e istruzioni;
  • Oltre alla rimozione si possono applicare anche altre tecniche di trattamento:
    incapsulamento con prodotti ricoprenti che ripristinano la compattezza; confinamento mediante una barriera fisica che blocca la dispersione dell’amianto.
    - Sgretolare il materiale libera le microfibre nell'aria potenzialmente dannose per l'uomo.
    - Il materiale non va assolutamente abbandonato in campagna perché con lo sgretolarsi potrà provocare danni a lungo andare.
    - Il piano di rimozione deve essere necessariamente approvato dalla Asl territoriale.
    - Se il proprietario non interviene nonostante la bonifica sia necessaria, il Comune e la ASL in particolare, possono imporla e sono previste sanzioni sia amministrative che penali.
    Il proprietario dell'immobile (in caso di condomìni, l'amministratore) ha il dovere di denunciare alla ASL la presenza di amianto attraverso una scheda di censimento, in genere scaricabile dal sito Internet della Regione di appartenenza. Alcuni Comuni hanno avviato un proprio censimento utilizzando la medesima scheda inviata a tutti i cittadini.
    Alla scheda, nel caso di coperture in cemento-amianto, va allegato un questionario di valutazione sullo stato di conservazione del manufatto.
    Si tratta di un test a punteggio che, sulla base di un'ispezione visiva, permette di calcolare l'indice di degrado del manufatto, quindi il suo livello di pericolosità, e di stabilire quali interventi dovranno essere intrapresi. La bonifica si impone solo in caso di materiali in cattive condizioni, usurati o rotti. Diversamente, la ASL prescrive che il proprietario dell’immobile rivaluti lo stato di usura del manufatto con controlli periodici e garantisca il rispetto di misure di sicurezza durante le attività di pulizia e gli interventi di manutenzione.
  1. Controllo per emissione fibre nocive e cancerogene su materiali contenenti amianto per mezzo di monitoraggi ambientali in M.O.C.F. e/o S.E.M., eseguiti con strumento elettronico, in strutture ed edifici privati e/o pubblici dove c’è presenza di amianto (obbligatorio per legge - L. 257/92). Coloro che omettono di eseguire questa lavorazione potrebbero incorrere in problematiche legali di carattere civile e penale;
  2. Trattamento e incapsulamento di superfici riguardanti materiali contenenti amianto per mezzo di resine acriliche specifiche certificate per legge (D.M. 20/08/1999), nebulizzate a bassa pressione in due passate di colore diverso, con idonei e specifici strumenti (obbligatorio per legge – L. 257/92). Coloro che omettono di eseguire questa lavorazione potrebbero incorrere in problematiche legali di carattere civile e penale;
  3. Attuazione di programmi manutenzione e controllo, obbligatori per legge, su materiali contenenti amianto quali coperture, canne fumarie, serbatoi, pannelli, pluviali in cemento-amianto (eternit) e/o in matrice resinoide (L. 257/92 e D.M. Sanità 06/09/94). Coloro che omettono di eseguire questa lavorazione potrebbero incorrere in problematiche legali di carattere civile e penale;
  4. Rimozione, trasporto e smaltimento di materiali contenenti amianto di qualsiasi dimensione, forma e tipologia esistente sul territorio nazionale e internazionale.

Le aziende che operano nel campo dell'amianto, per legge, devono essere iscritte all'Albo Nazionale Gestori Rifiuti (Delibera 30/03/04 dell'Albo in rif. alla L.22 del 05/02/97). Eseguire controlli e trattamenti dell'amianto (Programmi di manutenzione e controllo – L. 257/92 e D.M. sanità 06/09/94)) è obbligatorio per legge. La mancata osservanza di ciò potrebbe generare conseguenze legali di carattere civile e penale.

L'inizio dei lavori deve essere autorizzato dalla ASL competente ed è condizionato alla presentazione da parte della ditta incaricata di un piano di intervento che descriva tutte le operazioni per una rimozione in sicurezza (sia per i lavoratori che per i cittadini).
Consigliamo di farsene dare una copia, se si vuole controllare che i lavori vengano compiuti così come descritti. Tenete presente che il costo è a carico del privato e che può variare molto a seconda del materiale e della superficie di intervento. Nel caso in cui i materiali da rimuovere si trovino nelle parti comuni del condominio, la spesa andrà divisa tra i condomini.


In Puglia purtroppo non è ancora stato approvato il Piano Regionale Amianto. Si sta pianificando la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei materiali, dal momento che in Puglia non abbiamo un sito specializzato, al contrario di una regione centro-meridionale come l'Abruzzo. E' un problema che sicuramente ostacola la bonifica e fa lievitare i costi degli interventi di risanamento.

NORMATIVA REGIONE PUGLIA
-Circ. San. 27/11/1996
-Legge Regionale del 04/01/2001 n° 6
-Circ. San. e Serv. Soc. 16/03/2001

 

Per ulteriori approfondimenti cliccare sui seguenti siti o contattare l'associazione locale.

 

I ritardi dei Piani regionali per le bonifiche dell'amianto: dettaglio.php/?contenuti_id=507&tipologia_id=5 (aprile 2010)

Killer in polvere Inchiesta de La Nuova Ecologia (gennaio2010)

 

http://www.legambiente.eu/documenti/2010/0427_amianto/opuscolo_amianto.pdf

http://www.legambiente.eu/documenti/2010/0427_amianto/Ethernit_free_brochure.pdf

http://risorse.legambiente.it/docs/Ethernit_free_brochure.0000000508.pdf

 

In breve, Cosa fare: 

  • In caso di presenza di amianto, informare la ASL o il Comune, compilando il modulo di autonotifica o facendolo compilare dall'amministratore del condominio. Nessun costo
  • In presenza di materiale sospetto, accertarsi della presenza di amianto ricorrendo ad un laboratorio privato. In alternativa, quando possibile, chiedere le specifiche costruttive ai produttori o agli installatori. Costo variabile, in funzione del tipo di materiale e del quantitativo sottoposto ad analisi
  • In caso di lavori di bonifica o messa in sicurezza, verificare che la ditta si adegui al piano di sicurezza approvato dalla ASL. Costo indicativo: per i tetti in eternit 15/30 euro a metro quadrato (esclusi ponteggi e piano di intervento). Il costo può variare molto, a seconda del materiale e della superficie su cui intervenire.

Per saperne di più:  

  • www.suva.ch/amianto, ottimo sito dedicato alla sicurezza sul lavoro, con un'ampia sezione sul rischio amianto e sulle misure per difendersi;
  • www.albonazionalegestoriambientali.it, cliccando su “Elenco Iscritti” è possibile effettuare una ricerca per Provincia delle ditte iscritte all'Albo specializzate in attività di bonifica e smaltimento;

www.azzeroco2.it, per la campagna “Provincia Eternit Free” organizzata in collaborazione con Legambiente per promuovere la sostituzione di tetti in eternit con pannelli solari fotovoltaici.